Sergio Ramelli era un ragazzo di 18 anni che ebbe la colpa di condividere le idee del Fronte della gioventù, movimento giovanile della destra italiana in quel periodo e di diventarne parte attiva, come militante e “fiduciario” tra gli studenti della sua scuola superiore.
La storia di Sergio è quella di un ragazzo che ebbe il coraggio di essere sé stesso, di avere le proprie idee e di non vergognarsene.
Fu aggredito e ammazzato per questo motivo sotto casa sua, da 8 militanti di sinistra, che solo dopo più di 10 anni (grazie a un coraggioso magistrato) furono processati e condannati per omicidio volontario. La colpa di Sergio? Aver criticato le brigate rosse in un tema fatto a scuola.
A 50 anni di distanza da quell’omicidio ci siamo trovati per ribadire a voce forte che Sergio è un figlio d’Italia, simbolo (contro la sua volontà) di una stagione di violenza politica che non deve più tornare, ma anche esempio di coraggio per tanti di noi che hanno iniziato alla sua stessa età a fare politica.
Sergio Vive